Scrivere fantascienza bene oggi

Il 28 febbraio esce per la casa editrice bolognese Odoya “Manuale di scrittura di Fantascienza”, di Giulia Abbate e Franco Ricciardiello

La fantascienza è oggi un genere di enorme successo: nel cinema, nelle serie TV, in fortunate saghe letterarie, il pubblico cerca visioni del futuro che si riflettano sul nostro presente e ci aiutino tanto a sognare, quanto a capire.

Le storie di fantascienza, distopiche, di speculative fiction e di narrativa di anticipazione hanno una comunità di lettori e lettrici attenta, esigente e sensibile alla qualità, oltre che ai contenuti teorici. Gli scrittori e le scrittrici ne sono consapevoli, ma hanno ancora pochi strumenti per lavorare in modo professionale e soddisfacente, senza incorrere nei problemi tipici di un genere amato, ma complesso e ancora poco conosciuto nei suoi meccanismi interni.

Questo “Manuale di scrittura di fantascienza” nasce per aiutare chi si avvicina alla scrittura speculativa. Aprendo con una rapida panoramica sulla tradizione della fantascienza, espone quello che è utile sapere sul canone di riferimento (con agili schede di lettura) e sui “luoghi comuni” che non si possono ignorare. Ma lo fa in ottica pratica, concentrandosi sul funzionamento delle storie, sulla loro costruzione, sugli aspetti principali da sapere per lavorare subito e in autonomia.

Scrivere fantascienza è bello, e con questo manuale diventa più semplice.

Viene esposto un metodo pratico di scrittura incentrato sulla fantascienza, che spiega chiaramente cosa non fare, cosa fare, e come farlo meglio: il tutto pensato per mettere autori e autrici in condizione di scrivere più facilmente e più velocemente, con cognizione di causa e con l’amore per un genere che è principalmente un punto di vista, e che si presta a infinite declinazioni una volta compresa la sua essenza peculiare.

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Altra storia, altre battaglie

di DOMENICO GALLO

Il presente post è una recensione di Nell’ombra della Luna apparsa sul numero novembre-dicembre 2018 di PULP libri

Tim Liu, Taiwan, “Studio”

Chiamiamo ucronie quelle storie che prendono vita da un passato alternativo in cui un avvenimento storicamente determinato ha avuto un esito diverso da quello che conosciamo. Da questo espediente narrativo nascono una serie di vicende che si nutrono di questo paradosso che scambia vinti con vincitori, che ridetermina i ruoli e spesso i caratteri dei personaggi coinvolti. Nella fantascienza classica si trovano alcuni esempi di storia alternativa (tra i primi e più famosi si deve ricordare Anniversario Fatale dello scrittore trotzkista Joseph Ward Moore, un romanzo ambientato negli Stati Uniti in cui la Guerra di Secessione è stata vinta dai confederati), ma oggi dobbiamo confrontarci con il grande successo di molti romanzi contemporanei in cui i peggiori incubi della storia si sono avverati. In particolare l’ipotetica vittoria del nazismo è stata trattata in romanzi di successo come SS-GB. I nazisti occupano Londra di Len Deighton (recentemente ristampato), Fatherland di Robert Harris e Complotto contro l’America di Philip Roth.

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Primo Levi a Vercelli

di ANNA RICCIARDIELLO

L’esordio letterario dell’autore di «Se questo è un uomo»

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, la ricorrenza istituita dall’ONU per commemorare le vittime dell’Olocausto. La data è stata scelta in ricordo del 27 gennaio del 1945, quando le truppe dell’Armata Rossa liberarono i superstiti detenuti nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, in Polonia, considerato oggi un simbolo universale del folle progetto di Hitler e della tragedia ebraica. Per gli italiani, in questa ricorrenza, è impossibile non ricordare Primo Levi, lo scrittore e chimico torinese che, reduce proprio da Auschwitz, scrisse “Se questo è un uomo” e dedicò buona parte della sua vita alla testimonianza della terribile esperienza vissuta, affinché non venisse mai meno il ricordo di quel che accadde. Egli divenne, col passare degli anni, lo scrittore dell’Italia contemporanea più conosciuto nel mondo. Le sue opere sono state tradotte in quarantuno lingue e il libro “Se questo è un uomo” ha venduto fino a oggi, nella edizione Einaudi, più di due milioni e mezzo di copie, escluse le versioni ridotte o adattate per la scuola media.

Lo scrittore, di cui il 31 luglio 2019 ricorrerà il centenario della nascita, è oggi un classico della letteratura, ma non tutti sanno che per anni Primo Levi frequentò assiduamente Vercelli e proprio su un giornale vercellese avvenne il suo esordio letterario. Per spiegarne il motivo occorre fare un passo indietro nel tempo e raccontare la storia di un’amicizia profonda, che durò tutta la vita.

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«Patria», Aramburu

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C’era una volta l’ETA, Euskadi ta Askatasuna, in italiano “Paesi Baschi e libertà”, che iniziò nel 1968 la sua lotta armata contro la dittatura fascista di Franco: nata come associazione studentesca, costola marxista-leninista del Partito nazionalista basco, non si sciolse dopo il ritorno alla democrazia parlamentare, in ossequio alla formula per cui “le altre organizzazioni della resistenza combattono Franco come se non esistesse un problema basco, l’ETA combatte per l’indipendenza del Paese Basco come se non esistesse il problema Franco.” E allora dopo gli anni Settanta la lotta continua, con i  metodi del terrorismo non soltanto contro obiettivi mirati (i rappresentanti del potere centrale nei Paesi Baschi), ma anche contro target fuori dai confini della regione linguistica, contro civili e persino contro baschi moderati. Con gli anni l’ideologia si appanna, la macchina gira a vuoto, la violenza diventa fine a se stessa. Dice uno dei personaggi di Aramburu: «L’ETA deve agire senza fermarsi mai. Non ha altra scelta. È da tempo che è caduta nell’automatismo dell’attività cieca. Se non fa danni, non è, non esiste, non svolge nessuna funzione. Questo modo di funzionare mafioso è al di sopra della volontà dei suoi componenti. Nemmeno i suoi capi si possono sottrarre. Se va bene, prendono decisioni, ma è solo apparenza. Non possono comunque evitare di prenderle perché la macchina del terrore, una volta che ha preso velocità, non si può fermare. Capisci?»

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L’infinito caos dei generi: Franco Ricciardiello fra giallo e fantascienza. Terza parte

di CLAUDIO ASCIUTI

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Terza parte della postfazione all’edizione eBook di Cosa Succederà Alla Ragazza

7. Rapimenti a scopo sessuale e musica: Cosa succederà alla ragazza.

E veniamo infine a Cosa succederà alla ragazza, partendo da una semplice constatazione: il meccanismo narrativo che R. adopera per questo romanzo, pur utilizzando le tradizionali tecniche investigative del “giallo” propriamente detto, non lesina il recupero dei topoi interni ai lavori precedenti; e rappresenta il punto di arrivo di una riflessione sui meccanismi della scrittura che a partire dagli anni Novanta si è man mano ampliata, quando cioè R. ha cominciato lentamente a staccarsi dal mondo della fantascienza cercando nuove vie espressive. Protagonista del romanzo, come abbiamo visto, è il PM Erasmo Mancini, figura anomala nel panorama della detection italiana, che solitamente predilige una serie di investigatori standard che vanno dal privato, al commissario o al massimo al graduato dei carabinieri e della polizia, senza mai andare oltre nella gerarchia, sebbene sia proprio il PM che deve istruire le indagini; figura anomala inoltre, con scarsissimo grado di correlazione con il cliché dell’investigatore che si è andato formando nel corso del tempo in Italia: non è un gourmet, ma un vegano e un naturista e viaggia solo in bicicletta; benché appena separato (una caratteristica che abbiamo visto in tutte le altre opere di R, quasi che lo scioglimento della coppia preluda al rientro on the road del protagonista, rendendolo nel medesimo tempo più vulnerabile) non corre dietro alle ragazze, anzi, immerso nelle sue riflessioni ne rimane un po’ distante; non è il tradizionale alcolista ereditato dagli eroi dell’hard-boiled americano, ma è invece astemio; e inoltre è inossidabile e incorruttibile; caratteristiche che vengono ben esplicitate da questo dialogo fra lo stesso Mancini e Marina:

— La polizia è responsabile delle indagini negli ordinamenti giudiziari di common law, per esempio i paesi anglosassoni. Negli ordinamenti di civil law invece, il tuo amato Giappone o anche l’Italia, l’azione penale spetta alla magistratura requirente, che può servirsi delle forze di polizia.
Marina si stringe nelle spalle. — Allora i film e i romanzi polizieschi ci prendono in giro?
— Probabilmente per il pubblico della fiction la figura del magistrato non ha nulla di romantico, — risponde Erasmo.
La ragazza lo osserva mentre finisce di mangiare l’insalata, poi aspetta che le riempia d’acqua il bicchiere di vetro naturale.
— Spero che non si offenda, signor Pi Emme, ma trovo che lei non abbia decisamente nulla del commissario. Pepe Carvalho mangia come un bulimico, Montalbano è meglio vestirlo che nutrirlo, il corpo di Philip Marlowe è composto al 70% di alcol anziché di acqua. A lei invece è sufficiente un piatto di vegetali crudi e un bicchiere di acqua fresca.
Erasmo svuota il bicchiere in gola prima di rispondere. — L’appetito pantagruelico di Montalbano è da attribuire all’età è alla salute del suo autore. Camilleri ha ammesso che con i suoi anni non può più permettersi di mangiare smodatamente, e allora si sfoga con il suo personaggio. Sospetto che fosse così anche per Vázquez Montalbán e il suo Pepe Carvalho.

(Cap. 11, Il doppio del gioco, pag. 91)

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Atene

Dopo otto anni la troika se n’è andata. I governi di destra avevano truccato il bilancio statale per entrare nell’area euro, e come spesso accade è toccato a un governo di sinistra risanare. Otto anni di rigore pagato a caro prezzo: licenziamenti di dipendenti pubblici, pensioni decurtate, tagli alla sanità e al sociale, microimprenditori in rovina. E si vede, si tocca, si annusa: l’anello di quartieri intorno al centro di Atene sembra periferia estrema, con serrande chiuse, marciapiedi dissestati, edifici ricoperti di graffiti metropolitani, mendicanti, polverosi negozi di abbigliamento economico a ogni angolo. Nel quartiere di Exarhía, tra il Museo archeologico nazionale e la collina del Licabetto, i graffiti di resistenza civile sono diventati attrazione turistica: muri, serrande, scalinate, balconi, vicoli interi sono ricoperti di raffinati murali che raccontano resistenza, disagio, solidarietà. Bellezza e protesta sociale sul medesimo muro.

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Didattica della fantascienza – Panel @Stranimondi sulla scrittura di fantascienza con Giulia Abbate, Emanuele Manco e Franco Ricciardiello

Lezioni Sul Domani

Il 6 ottobre 2018 il dodo è stato alla convention Stranimondi, dedicata al libro fantastico e di fantascienza.

Oltre ad aver rimediato tre Premi Italia, abbiamo partecipato ad alcuni panel e incontri interessanti sulla fantascienza italiana qui e ora. La mezzadodo Giulia Abbate ha tenuto una breve presentazione insieme a Franco Ricciardiello ed Emanuele Manco, dal titolo: “Didattica della fantascienza”.
Un incontro per parlare di scrittura fantascientifica da diversi punti di vista, alcuni anche molto critici, e riflettere su nuove strade da prendere e su buone pratiche da adottare per proporre al pubblico una fantascienza sempre migliore.

La prima parte del panel è stata di Franco Ricciardiello, che ha espresso un’opinione nettamente sfavorevole sullo stato dell’arte e su alcune tendenze presenti nella fantascienza italiana che abbassano la qualità degli scritti. Poi ho preso la parola io, Giulia Abbate, per fare il “poliziotto buono”: ho esposto consigli e possibili strategie per…

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“Naila di Mondo9” e lo stato dell’arte nella fantascienza italiana

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di FRANCO RICCIARDIELLO

Il presente post ripropone il mio intervento dal titolo Naila di Mondo9, o la ruggine dell’entropia apparso su PULP libri

Ad anni di distanza dal successo della serie dell’inquisitore Eymerich (e ricordiamo che la casa editrice milanese fu colta assolutamente di sorpresa dall’inatteso risultato di vendite di Valerio Evangelisti nella collana da edicola Urania), Mondadori ha deciso di investire nuovamente in un’operazione sulla fantascienza italiana.

È noto che in Italia il genere fantascienza è da sempre considerato figlio di un dio minore: letteratura d’evasione nel migliore dei casi, altrimenti divertissement innocuo per nerd. L’atteggiamento di sufficienza degli addetti ai lavori e il pregiudizio del pubblico trovano per ironia riflesso in un comportamento autolesionista degli appassionati: la sindrome del ghetto, per cui i fan si considerano come gli illuminati profeti del genere letterario che più fa ricorso al sense of wonder, in un circolo vizioso che vede migliaia di aspiranti autori dilettanti venerare i grandi nomi della fantascienza anglosassone e snobbare, al tempo stesso, gli autori italiani. Si recrimina continuamente la mancanza di opportunità di pubblicazione in Italia, e poi si continuano a leggere autori stranieri.

Questo non significa che si debba nutrire una anacronistica preferenza autarchica per i pochi autori italiani che giungono alla grande distribuzione editoriale, ma almeno consideriamo con attenzione quello che succede nel cortile di casa .

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L’infinito caos dei generi: Franco Ricciardiello fra giallo e fantascienza. Seconda parte

di CLAUDIO ASCIUTI

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Seconda parte della postfazione all’edizione eBook di Cosa Succederà Alla Ragazza.

 

3. Altri racconti: giallo tradizionale e fantascienza, cyberpunk, memorie e clonazione.

Abrar Khan, Malmö (Svezia), “I gemelli”

Nel decennio che separa  La rocca dei celti dalla vittoria al Premio Urania 1997, R. continuò la sua attività di scrittore di racconti, fra i quali vogliamo ricordare Archeologia[1], un vero e proprio giallo fantascientifico, Saluti dal lago di Mandelbrot[2], un racconto cyberpunk dalle atmosfere noir e Se io fossi Escherichia coli[3], sul tema della clonazione, approfondimento e divagazione a proposito dei concetti espressi nel romanzo. I primi due racconti sono particolarmente interessanti perché mostrano la duttilità della scrittura di R. e la capacità di piegare il linguaggio alle esigente del contenuto.

Sebbene R. non ami in modo particolare il giallo classico, Archeologia si manifesta come una riproposizione del modello del romanzo-enigma ambientato in un luogo circoscritto, alla Agatha Christie; il tradizionale delitto della “camera chiusa”, insomma. In questo caso la piccola “comunità” dove si svolge la storia è un gruppo di amici che giocano con la “commutazione”, un procedimento che trasla l’essenza di una persona nel corpo di una seconda, con un sistema casuale e a rotazione, sesso per sesso, e assoluto anonimato. Il protagonista Finn accetta di giocare con la moglie Franziska; nel suo gruppo di amici intimi, dove già Hannibal, il primo marito, dieci anni addietro era stato misteriosamente assassinato mentre si stava riprendendo dalla commutazione. Finn avverte da subito una strana atmosfera, e ha la sensazione di essere invischiato in un gioco più grande di lui; e infatti la commutazione ha un risultato particolare, Finn trasla nel corpo di una donna, Tersicore; e ci resta, fino a quando il suo corpo-Finn non muore quasi accidentalmente, e un altro corpo non afferma di essere lui l’essenza di Finn. Finn adesso è rimasto rinchiuso nel corpo di Tersicore, e Tersicore è morta. Alla fine si scopre l’assassino, ma a questo punto il sapere che si tratta di Tristram, dentro cui abita l’essenza del defunto Hannibal, non ha importanza; è importante invece la perfetta struttura classica da giallo classico, la complessa psicologia dei personaggi e dell’azione, e la curvatura della memoria (o sarebbe meglio dire: delle memorie) che aveva già una grande importanza ne La rocca del Celti, e che continuerà ad averne ancora in seguito.

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Notte di tango

Foto di © Franco Ricciardiello

Una notte di settembre, piazza Cavour a Vercelli

IL TANGO ARGENTINO

Grazie alla scuola di ballo Dagis e al maestro Daniele Volpe

Mi Buenos Aires querido
cuando yo te vuelva a ver,
no habrás más pena ni olvido.

ALFREDO LA PERA

 

Caminito que todas las tardes
feliz recorría cantando mi amor,
no le digas, si vuelve a pasar,
que mi llanto tu suelo regó.

JUAN DE DIÓS FILIBERTO

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