Cosa comporta scrivere fantascienza?

di ROMINA BRAGGION

Ospito stavolta sul blog un intervento tratto dalla pagina facebook “Diario di Erre Bi”, con alcune considerazioni sulle risposte ricevute a una veloce inchiesta sull’approccio di autori e autrici alla fantascienza italiana

F.R.

Sono una lettrice con gli occhi consumati per le troppe ore trascorse sui romanzi.
Da quasi un anno mi sto dedicando alla fantascienza italiana, quasi esclusivamente femminile. Desiderosa di saperne di più sulle autrici che seguo, sabato 16 febbraio 2019, ho posto un quesito nella mia pagina personale di Facebook:

“Sto seguendo con piacere molte scrittrici italiane di Fantascienza. Cosa comporta scrivere fantascienza per una donna?”

Ho taggato alcune amiche scrittrici e puntuali sono giunte le risposte. Tra esse una considerazione: la stessa domanda non è mai rivolta agli uomini. Come mai? Ho quindi pensato di porre rimedio alla svista pubblicando subito un secondo post rivolgendomi agli uomini:

“Generi, parte seconda. Cosa comporta scrivere fantascienza per un uomo? Italiano?”

I risultati numerici a queste due domande sono evidenziati nell’infografica. Il post originale dedicato alle signore si trova qui, mentre quello rivolto ai signori si trova qui. In questo post trovate già lo screenshot di una risposta, giusto per incuriosirvi (evito di mettere tutti gli altri essendo possibile visionare direttamente i post).

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“Nell’ombra della luna” di Franco Ricciardiello – recensione di Gian Filippo Pizzo

Fantascritture - blog di fantascienza, fantasy, horror e weird di gian filippo pizzo

Quando la rivoluzione socialista scoppiò in America

di Gian Filippo Pizzo

Franco Ricciardiello, Nell’ombra della luna, Meridiano Zero, 2019, pp. 314., € 18,00.

Ci sono molti personaggi storici in questo romanzo, che però non è un romanzo storico. E’ un romanzo di genere ucronico, cioè quel genere – che si può considerare a sé stante oppure un sottogenere della fantascienza – che immagina un tempo storico che si è sviluppato in seguito a un avvenimento ancora precedente svoltosi in maniera diversa da come in realtà è successo. Un genere molto difficile perché oltre agli aspetti consueti di un romanzo (lo stile, la caratterizzazione dei personaggi, lo svolgimento della trama) l’autore deve saper immaginare con coerenza gli eventi in campo politico, sociale, economico e di costume, che devono essere conseguenti alla premessa ma anche in qualche modo rispettare la storia vera. Da noi l’esempio più noto di ucronia è forse 

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Scrivere fantascienza bene oggi: il manuale di scrittura!

Lezioni Sul Domani

Giovedì 28 febbraio 2019 esce in libreria il “Manuale di scrittura di fantascienza” scritto da Franco Ricciardiello e da me, Giulia Abbate, per Odoya editore.

Si tratta di un saggio sia teorico che pratico, per dare ad aspiranti autori e autrici di fantascienza delle coordinate valide e metterli in condizione di capire e scrivere fantascienza con cognizione di causa, magari divertendosi anche.
Ci sono schede su libri importanti, consigli di lettura, c’è un metodo pratico per scrivere e ci sono tanti consigli di scrittura creativa applicati specificatamente al genere.

Abbiamo scritto questo manuale perché ci siamo trovati d’accordo sull’idea di unire la mentalità della scrittura creativa e professionale con il genere della fantascienza, cosa che facciamo da molto con incontri, post e conferenze e che abbiamo sintetizzato in questo manuale.
[Leggi ad esempio: DIDATTICA DELLA FANTASCIENZA]

Inoltre, abbiamo sentito il bisogno di riflettere sulla fantascienza qui e ora: in…

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Scrivere fantascienza bene oggi

Il 28 febbraio esce per la casa editrice bolognese Odoya “Manuale di scrittura di Fantascienza”, di Giulia Abbate e Franco Ricciardiello

La fantascienza è oggi un genere di enorme successo: nel cinema, nelle serie TV, in fortunate saghe letterarie, il pubblico cerca visioni del futuro che si riflettano sul nostro presente e ci aiutino tanto a sognare, quanto a capire.

Le storie di fantascienza, distopiche, di speculative fiction e di narrativa di anticipazione hanno una comunità di lettori e lettrici attenta, esigente e sensibile alla qualità, oltre che ai contenuti teorici. Gli scrittori e le scrittrici ne sono consapevoli, ma hanno ancora pochi strumenti per lavorare in modo professionale e soddisfacente, senza incorrere nei problemi tipici di un genere amato, ma complesso e ancora poco conosciuto nei suoi meccanismi interni.

Questo “Manuale di scrittura di fantascienza” nasce per aiutare chi si avvicina alla scrittura speculativa. Aprendo con una rapida panoramica sulla tradizione della fantascienza, espone quello che è utile sapere sul canone di riferimento (con agili schede di lettura) e sui “luoghi comuni” che non si possono ignorare. Ma lo fa in ottica pratica, concentrandosi sul funzionamento delle storie, sulla loro costruzione, sugli aspetti principali da sapere per lavorare subito e in autonomia.

Scrivere fantascienza è bello, e con questo manuale diventa più semplice.

Viene esposto un metodo pratico di scrittura incentrato sulla fantascienza, che spiega chiaramente cosa non fare, cosa fare, e come farlo meglio: il tutto pensato per mettere autori e autrici in condizione di scrivere più facilmente e più velocemente, con cognizione di causa e con l’amore per un genere che è principalmente un punto di vista, e che si presta a infinite declinazioni una volta compresa la sua essenza peculiare.

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Altra storia, altre battaglie

di DOMENICO GALLO

Il presente post è una recensione di Nell’ombra della Luna apparsa sul numero novembre-dicembre 2018 di PULP libri

Tim Liu, Taiwan, “Studio”

Chiamiamo ucronie quelle storie che prendono vita da un passato alternativo in cui un avvenimento storicamente determinato ha avuto un esito diverso da quello che conosciamo. Da questo espediente narrativo nascono una serie di vicende che si nutrono di questo paradosso che scambia vinti con vincitori, che ridetermina i ruoli e spesso i caratteri dei personaggi coinvolti. Nella fantascienza classica si trovano alcuni esempi di storia alternativa (tra i primi e più famosi si deve ricordare Anniversario Fatale dello scrittore trotzkista Joseph Ward Moore, un romanzo ambientato negli Stati Uniti in cui la Guerra di Secessione è stata vinta dai confederati), ma oggi dobbiamo confrontarci con il grande successo di molti romanzi contemporanei in cui i peggiori incubi della storia si sono avverati. In particolare l’ipotetica vittoria del nazismo è stata trattata in romanzi di successo come SS-GB. I nazisti occupano Londra di Len Deighton (recentemente ristampato), Fatherland di Robert Harris e Complotto contro l’America di Philip Roth.

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Primo Levi a Vercelli

di ANNA RICCIARDIELLO

L’esordio letterario dell’autore di «Se questo è un uomo»

Il 27 gennaio si celebra il Giorno della Memoria, la ricorrenza istituita dall’ONU per commemorare le vittime dell’Olocausto. La data è stata scelta in ricordo del 27 gennaio del 1945, quando le truppe dell’Armata Rossa liberarono i superstiti detenuti nel campo di concentramento e sterminio di Auschwitz, in Polonia, considerato oggi un simbolo universale del folle progetto di Hitler e della tragedia ebraica. Per gli italiani, in questa ricorrenza, è impossibile non ricordare Primo Levi, lo scrittore e chimico torinese che, reduce proprio da Auschwitz, scrisse “Se questo è un uomo” e dedicò buona parte della sua vita alla testimonianza della terribile esperienza vissuta, affinché non venisse mai meno il ricordo di quel che accadde. Egli divenne, col passare degli anni, lo scrittore dell’Italia contemporanea più conosciuto nel mondo. Le sue opere sono state tradotte in quarantuno lingue e il libro “Se questo è un uomo” ha venduto fino a oggi, nella edizione Einaudi, più di due milioni e mezzo di copie, escluse le versioni ridotte o adattate per la scuola media.

Lo scrittore, di cui il 31 luglio 2019 ricorrerà il centenario della nascita, è oggi un classico della letteratura, ma non tutti sanno che per anni Primo Levi frequentò assiduamente Vercelli e proprio su un giornale vercellese avvenne il suo esordio letterario. Per spiegarne il motivo occorre fare un passo indietro nel tempo e raccontare la storia di un’amicizia profonda, che durò tutta la vita.

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«Patria», Aramburu

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C’era una volta l’ETA, Euskadi ta Askatasuna, in italiano “Paesi Baschi e libertà”, che iniziò nel 1968 la sua lotta armata contro la dittatura fascista di Franco: nata come associazione studentesca, costola marxista-leninista del Partito nazionalista basco, non si sciolse dopo il ritorno alla democrazia parlamentare, in ossequio alla formula per cui “le altre organizzazioni della resistenza combattono Franco come se non esistesse un problema basco, l’ETA combatte per l’indipendenza del Paese Basco come se non esistesse il problema Franco.” E allora dopo gli anni Settanta la lotta continua, con i  metodi del terrorismo non soltanto contro obiettivi mirati (i rappresentanti del potere centrale nei Paesi Baschi), ma anche contro target fuori dai confini della regione linguistica, contro civili e persino contro baschi moderati. Con gli anni l’ideologia si appanna, la macchina gira a vuoto, la violenza diventa fine a se stessa. Dice uno dei personaggi di Aramburu: «L’ETA deve agire senza fermarsi mai. Non ha altra scelta. È da tempo che è caduta nell’automatismo dell’attività cieca. Se non fa danni, non è, non esiste, non svolge nessuna funzione. Questo modo di funzionare mafioso è al di sopra della volontà dei suoi componenti. Nemmeno i suoi capi si possono sottrarre. Se va bene, prendono decisioni, ma è solo apparenza. Non possono comunque evitare di prenderle perché la macchina del terrore, una volta che ha preso velocità, non si può fermare. Capisci?»

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L’infinito caos dei generi: Franco Ricciardiello fra giallo e fantascienza. Terza parte

di CLAUDIO ASCIUTI

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Terza parte della postfazione all’edizione eBook di Cosa Succederà Alla Ragazza

7. Rapimenti a scopo sessuale e musica: Cosa succederà alla ragazza.

E veniamo infine a Cosa succederà alla ragazza, partendo da una semplice constatazione: il meccanismo narrativo che R. adopera per questo romanzo, pur utilizzando le tradizionali tecniche investigative del “giallo” propriamente detto, non lesina il recupero dei topoi interni ai lavori precedenti; e rappresenta il punto di arrivo di una riflessione sui meccanismi della scrittura che a partire dagli anni Novanta si è man mano ampliata, quando cioè R. ha cominciato lentamente a staccarsi dal mondo della fantascienza cercando nuove vie espressive. Protagonista del romanzo, come abbiamo visto, è il PM Erasmo Mancini, figura anomala nel panorama della detection italiana, che solitamente predilige una serie di investigatori standard che vanno dal privato, al commissario o al massimo al graduato dei carabinieri e della polizia, senza mai andare oltre nella gerarchia, sebbene sia proprio il PM che deve istruire le indagini; figura anomala inoltre, con scarsissimo grado di correlazione con il cliché dell’investigatore che si è andato formando nel corso del tempo in Italia: non è un gourmet, ma un vegano e un naturista e viaggia solo in bicicletta; benché appena separato (una caratteristica che abbiamo visto in tutte le altre opere di R, quasi che lo scioglimento della coppia preluda al rientro on the road del protagonista, rendendolo nel medesimo tempo più vulnerabile) non corre dietro alle ragazze, anzi, immerso nelle sue riflessioni ne rimane un po’ distante; non è il tradizionale alcolista ereditato dagli eroi dell’hard-boiled americano, ma è invece astemio; e inoltre è inossidabile e incorruttibile; caratteristiche che vengono ben esplicitate da questo dialogo fra lo stesso Mancini e Marina:

— La polizia è responsabile delle indagini negli ordinamenti giudiziari di common law, per esempio i paesi anglosassoni. Negli ordinamenti di civil law invece, il tuo amato Giappone o anche l’Italia, l’azione penale spetta alla magistratura requirente, che può servirsi delle forze di polizia.
Marina si stringe nelle spalle. — Allora i film e i romanzi polizieschi ci prendono in giro?
— Probabilmente per il pubblico della fiction la figura del magistrato non ha nulla di romantico, — risponde Erasmo.
La ragazza lo osserva mentre finisce di mangiare l’insalata, poi aspetta che le riempia d’acqua il bicchiere di vetro naturale.
— Spero che non si offenda, signor Pi Emme, ma trovo che lei non abbia decisamente nulla del commissario. Pepe Carvalho mangia come un bulimico, Montalbano è meglio vestirlo che nutrirlo, il corpo di Philip Marlowe è composto al 70% di alcol anziché di acqua. A lei invece è sufficiente un piatto di vegetali crudi e un bicchiere di acqua fresca.
Erasmo svuota il bicchiere in gola prima di rispondere. — L’appetito pantagruelico di Montalbano è da attribuire all’età è alla salute del suo autore. Camilleri ha ammesso che con i suoi anni non può più permettersi di mangiare smodatamente, e allora si sfoga con il suo personaggio. Sospetto che fosse così anche per Vázquez Montalbán e il suo Pepe Carvalho.

(Cap. 11, Il doppio del gioco, pag. 91)

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Atene

Dopo otto anni la troika se n’è andata. I governi di destra avevano truccato il bilancio statale per entrare nell’area euro, e come spesso accade è toccato a un governo di sinistra risanare. Otto anni di rigore pagato a caro prezzo: licenziamenti di dipendenti pubblici, pensioni decurtate, tagli alla sanità e al sociale, microimprenditori in rovina. E si vede, si tocca, si annusa: l’anello di quartieri intorno al centro di Atene sembra periferia estrema, con serrande chiuse, marciapiedi dissestati, edifici ricoperti di graffiti metropolitani, mendicanti, polverosi negozi di abbigliamento economico a ogni angolo. Nel quartiere di Exarhía, tra il Museo archeologico nazionale e la collina del Licabetto, i graffiti di resistenza civile sono diventati attrazione turistica: muri, serrande, scalinate, balconi, vicoli interi sono ricoperti di raffinati murali che raccontano resistenza, disagio, solidarietà. Bellezza e protesta sociale sul medesimo muro.

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Didattica della fantascienza – Panel @Stranimondi sulla scrittura di fantascienza con Giulia Abbate, Emanuele Manco e Franco Ricciardiello

Lezioni Sul Domani

Il 6 ottobre 2018 il dodo è stato alla convention Stranimondi, dedicata al libro fantastico e di fantascienza.

Oltre ad aver rimediato tre Premi Italia, abbiamo partecipato ad alcuni panel e incontri interessanti sulla fantascienza italiana qui e ora. La mezzadodo Giulia Abbate ha tenuto una breve presentazione insieme a Franco Ricciardiello ed Emanuele Manco, dal titolo: “Didattica della fantascienza”.
Un incontro per parlare di scrittura fantascientifica da diversi punti di vista, alcuni anche molto critici, e riflettere su nuove strade da prendere e su buone pratiche da adottare per proporre al pubblico una fantascienza sempre migliore.

La prima parte del panel è stata di Franco Ricciardiello, che ha espresso un’opinione nettamente sfavorevole sullo stato dell’arte e su alcune tendenze presenti nella fantascienza italiana che abbassano la qualità degli scritti. Poi ho preso la parola io, Giulia Abbate, per fare il “poliziotto buono”: ho esposto consigli e possibili strategie per…

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