Franco Ricciardiello, turista non per caso

di Guido Michelone

Negli ultimi tre anni ha pubblicato per Odoya quattro volumi riferiti ad altrettante splendide metropoli: Torino, Venezia, Berlino, Parigi. I testi si intitolano ‘Storie di’

Il presente è il repost di un articolo apparso su InfoVercelli24.

Il Covid-19 o Coronavirus sta massacrando il turismo in tutto il mondo, in particolare in Italia dove si trova il 50% del patrimonio artistico internazionale. Al di là dei limiti dei viaggi internazionali, ci sono via via la paura di nuovi contagi, la mancanza di aperture totali per luoghi come i musei, la difficoltà per le famiglie di disporre dei mezzi per lunghe o medie vacanze a frenare il gusto della scoperta, dell’avventura o di un semplice relax ai mari, ai monti o in città d’arte. E proprio quest’ultime, che patiscono di una crisi senza precedenti, diventano l’inedito soggetto per nuovi libri di un noto autore vercellese che da sempre si dedica al romanzo noir e science-fiction: Franco Ricciardiello.

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“Storie di Berlino”, il booktrailer

Oggi, 27 febbraio 2020, esce in libreria “Storie di Berlino”, il quarto volume dedicato ai luoghi e alle storie della letteratura, del cinema e della musica in una città europea. I precedenti erano Storie di Parigi (2017), Storie di Venezia (2017) e Storie di Torino (2018).

Franco Ricciardiello STORIE DI BERLINO Odoya Edizioni

350 pagine  € 22,00 ISBN 978-8862885805

La città che non vuole sfuggire al passato

Il 27 febbraio 2020 esce in libreria Storie di Berlino, Odoya edizioni: il quarto libro che ho dedicato a una città, alla sua letteratura, al suo cinema e alla sua musica.

Nei miei sogni notturni sono stato spesso a Berlino. Non nella Berlino reale, ma in una sua rappresentazione scenica: una città sconfinata, opprimente, con fuligginosi edifici monumentali, campanili e statue. Io vago nel traffico che scorre incessante, tutto è ignoto e al contempo familiare. Provo terrore e piacere, e so piuttosto bene dove sono diretto: sto cercando il quartiere al di là dei ponti, quella parte della città dove accadrà qualcosa. Scendo per un ripido pendio, un aeroplano minaccioso vola tra le case, finalmente arrivo al fiume. Dall’acqua che straripa sul marciapiede sollevano con un argano un cavallo morto, grande quanto una balena.

La curiosità e il terrore mi spingono avanti, devo arrivare in tempo alle esecuzioni pubbliche. Incontro allora mia moglie morta, ci abbracciamo con tenerezza e cerchiamo una stanza d’albergo dove poter fare l’amore. Lei cammina al mio fianco con passi veloci e leggeri, io le tengo una mano sul fianco. La via è fortemente illuminata nonostante il sole ardente. Il cielo è nero e si muove stridendo. Ora so d’essere finalmente arrivato al quartiere proibito. Lì si trova il Teatro con la messinscena incomprensibile.

Ingmar Bergman, Lanterna Magica

Parigi e Berlino sono le città che più hanno sofferto di protagonismo nel secolo scorso in Europa; la politica, la scienza e l’arte hanno trovato terreno fertile nelle due capitali tradizionalmente nemiche, impegnate in tre devastanti confronti militari nell’arco di 75 anni: mentre il primo era però limitato a un confronto diretto, conclusosi con la nascita della Germania in quanto Stato (tra l’altro, dieci anni dopo la riunificazione italiana), i due successivi furono conflitti di portata mondiale. L’ultimo, anzi, è stato il più devastante e sanguinoso nella storia delle civiltà terrestri.

La responsabilità della Germania nella Seconda guerra mondiale fece sì che le conseguenze della rovinosa sconfitta e dell’occupazione straniera proseguissero per altri 35 anni, e Berlino era l’epicentro di una serie di azioni e reazioni trascinatesi per quasi un secolo. La città spopolata, mortalmente ferita e divisa in due, divenne il fulcro della guerra a bassa intensità tra Nato e Patto di Varsavia, la cosiddetta guerra fredda. Nel 1924 Berlino aveva 4.024.165 abitanti, nel 2018 soltanto 3.552,123; comunque mezzo milione in più rispetto agli anni del “cielo diviso”, efficace espressione di Christa Wolf, quando poco meno di due terzi vivevano nella cosiddetta Berlino Ovest e poco più di un terzo a Berlino Est.

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Storie di Torino

Il 31 ottobre 2018 è la data d’uscita in libreria del mio Storie di Torino, terzo volume di una serie dedicata a storie di letteratura, cinema e musica in alcune città: prima Parigi (2017), poi Venezia (2017). In tutti e tre i casi ho persorso una serie di itinerari per toccare luoghi in cui sono state girate scene di film, dove sono ambientati espisodi di romanzi e racconti, dove vissero musicisti, registi e scrittori. L’itinerario è un pretesto per raccontare le trame di quei libri, i restroscena di quei film, la genesi di quella musica. Un doppio viaggio, quindi: una camminata nelle strade e nelle piazze, e una passeggiata parallela in una biblioteca virtuale, che delinea il carattere di una città così come si è formato nell’imamginario comune, a partire dalle storie che ha ispirato agli autori.

  Senza l’Italia, Torino sarebbe più o meno la stessa cosa. Ma senza Torino, l’Italia sarebbe molto diversa.

Umberto Eco

Che Torino sia la meno italiana delle città d’Italia, o almeno la più europea, appare evidente allo straniero appena arrivato. Città tardiva, chiusa per secoli in un quadrilatero di mura che rappresenta una frazione minima della superficie odierna, è cresciuta con una espansione rigidamente programmata, quartiere dopo quartiere, proseguendo in lunghe linee rette la centuriazione romana del I secolo: una griglia virtuale sovrapposta a un angolo di pianura protetto dalla confluenza tra due fiumi, con un asse ruotato di 26° in senso orario rispetto al meridiano. Con il tempo, il prolungamento ad libitum delle vie raggiunge confini naturali — i fiumi, le colline, i laghi.

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Nell’ombra della Luna

A inizio settembre uscirà per le edizioni Meridiano Zero, del gruppo editoriale Odoya, il mio romanzo Nell’ombra della Luna, che appartiene al genere “storia alternativa” — spesso, e non sempre a proposito, indicato con il neologismo ucronia dagli appassionati di fantascienza.

La vicenda prende avvio da un evento, o meglio un non-evento, tipico di questo genere: in Russia nel 1917 non è scoppiata la Rivoluzione d’ottobre, e Kerenskij è rimasto al governo. Al contrario, durante la Grande depressione del 1933 il movimento sindacale ha preso il potere negli Usa, che sono oggi una Repubblica socialista.

Tina Modotti

All’inizio degli anni Cinquanta, i servizi segreti dell’Italia fascista pensano che Fermi in esilio negli Usa stia collaborando alla costruzione della bomba atomica. Andrea, uno studente universitario italiano che si trova in America per un congresso internazionale di fisica quantistica, viene reclutato per spiare gli scienziati espatriati a causa delle persecuzioni politiche.

 

Woody Guthrie

Arrivato per uno scambio internazionale all’università del Michigan, Andrea conosce Anna, studentessa affascinata dal paradosso del gattino di Schrödinger. La ragazza è ossessionata da un esperimento di meccanica quantistica compiuto vent’anni prima da Albert Einstein con un animaletto da laboratorio. Alla ricerca del risultato ottenuto dallo scienziato, i due ragazzi ne seguono le tracce fino a New York per contattare il folksinger Woody Guthrie. A parte il coinvolgimento nell’esperimento di Einstein, durante la rivoluzione socialista negli anni Trenta, Guthrie aveva accompagnato la zia di Anna, la fotografa italiana Tina Modotti, impegnata in un reportage per documentare le tragiche condizioni di vita della popolazione rurale.

Albert Einstein

Nel ’33 Tina aveva rinvenuto un documento in cui si parlava della Russia come di una repubblica socialista, probabile testimonianza proveniente da un universo parallelo. La fotografa aiutò anche personalmente Einstein con l’esperimento del paradosso quantistico che, come sospetta Anna senza riuscire a confessarselo, potrebbe avere causato una separazione della realtà in due universi paralleli: in uno dei due la rivoluzione è scoppiata in Russia, nell’altro in America.

 

Il titolo Nell’ombra della Luna allude all’interferenza quantistica dei fotoni di luce. Il romanzo è strutturato su tre trame parallele a capitoli alterni.

Charlie Chaplin, 1920 circa

La prima linea narrativa si svolge negli anni Cinquanta dell’universo parallelo al nostro; ha per protagonisti Anna e Andrea alla ricerca della verità sull’esperimento quantistico di Einstein.

La seconda, che ha per protagonista Tina Modotti, racconta le vicende che negli anni Trenta hanno condotto alla rivoluzione negli Usa, e mostra una galleria di personaggi storici reali come Charlie Chaplin, Lev Trockij, il regista Sergej Ejzenštein, il folksinger Woody Guthrie, i fotografi Edward Weston e Margaret Bourke-White, e altri ancora.

La terza trama, molto più breve, mostra alcuni avvenimenti della rivoluzione in America da un punto di vista che solo nel finale si riconnetterà ai precedenti.

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