«Bibliodiversità»: il libro non è l’oggetto che lo contiene

Meglio il libro di carta o digitale? Tutti e due!

Alberto Odone e Franco Ricciardiello

Alberto Odone e Franco Ricciardiello

Sabato 5 novembre alla Libreria dell’Arca di Vercelli, io Alberto Odone e io faremo una presentazione collettiva di quattro romanzi brevi pubblicati nel 2016 dalla stessa casa editrice, Delos Books. La particolarità è che si tratta di eBook, libri elettronici per i quali non esiste corrispondente versione a stampa — e non accade tutti i giorni che l’eBook entri in libreria.

I due gialli di Alberto Odone sono L’uomo col basco del Che, indagine su un delitto avvenuto a Milano nel corso dello sgombero di un centro sociale, della serie del commissario Scholl, e Prestige, thriller storico ambientato sulla East Coast negli anni Venti, un delitto durante una seduta spiritica in un ambiente chiuso.

I due romanzi brevi di fantascienza del sottoscritto sono La scala d’oro, anche qui una serie di delitti in un mondo parallelo, tra le studentesse di un’esclusiva università dedicata all’istruzione di ragazze provenienti da tutto il mondo, e Fronte interno, avventura in un remoto futuro in cui la sovrappopolazione costringe l’umanità a vivere in città a forma di immense piramidi.

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La scala d’oro d’Islanda

DALL’IMMAGINE ALLA SCRITTURA.

la-scala-d-oroLa casa editrice Delos Digital ha pubblicato in eBook la nuova versione di un mio romanzo breve che prende il nome da un dipinto del pre-raffaellita Edward Burne-Jones (nel racconto, è citato come «Edward Burnett-Jones»), La scala d’oro: si tratta di un’avventura di fantascienza ambientata di un mondo futuro, o forse parallelo al nostro, abitato solo da esseri umani di sesso femminile. Il plot ha la struttura narrativa del giallo: un’allieva in un’esclusiva università in Islanda, che attrae studentesse da tutta Europa, viene ritrovata strangolata. Una sua cara amica si trova al centro di un turbine di mistero che coinvolge un libro proibito, morti violente, segreti forse inconfessabili e il tradizionale dominio delle Madri Andate, le decane dell’istituzione universitaria così vecchie da rimanere sospese in uno stato di quasi morte.

Non è certo la prima volta che un’opera d’arte, quasi sempre un dipinto, ha un ruolo fondamentale in un mio testo: il mio romanzo più conosciuto, dal quale prende il nome questo blog, ruota intorno alle cinque versioni dell’Isola dei morti dipinte da Arnold Böcklin, e contiene molte riflessioni a proposito della forza evocativa delle immagini.

A mio avviso, ci sono tre modi in cui un oggetto d’arte può interagire con un testo letterario: come ispirazione, come documentazione, come elemento della trama.

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