Rizomi del Sole Nascente

“Scordato di pranzare” di Skyfire, Taiwan

Grafica di copertina molto elegante per quello che è probabilmente il progetto più compatto tra le numerose antologie di fantascienza, e non, che Gian Filippo Pizzo organizza da dieci anni a questa parte, e che permettono a molti autori, dai più conosciuti ai perfetti esordienti, di raggiungere un pubblico tramite la vetrina di pubblicazioni anche non specializzate. Questa è la prima volta che Pizzo collabora con Kipple Officina Libraria.

Come ognuna di questa raccolte, anche la presente ha un argomento di fondo: “La fantascienza dall’Italia all’oriente”, un trait d’union che si ispira all’interesse tutto nuovo dei mercati occidentali per romanzi e racconti che arrivano dall’Asia, sulla scia dello straordinario successo della trilogia del “Passato della Terra” di Liú Cíxīn — un interesse che in Italia si è già sostanziato nelle iniziative della casa editrice Future Fiction di Francesco Verso.

La parola rizomi nel titolo si riferisce a Capitalismo e schizofrenia di Gilles Deleuze e Félix Guattari, un modello semantico che prende come metafora il rizoma del mondo vegetale, struttura arborescente presentata come alternativa alla linearità. Il linguaggio è un fenomeno vivente, che possiede una serie di significati diversi, di collegamenti e interpretazioni; all’opposto della struttura gerarchica, lineare o ad albero, la scrittura rizomatica stabilisce connessioni in ogni direzione.

Scrive Gian Filippo Pizzo nell’introduzione:

Da queste considerazioni nasce l’idea di una antologia che affronti in chiave fantascientifica il rapporto tra Oriente e Occidente, quindi racconti basati – o, meglio ancora, immersi – nelle culture orientali, più segnatamente nelle loro discipline o dottrine, dall’induismo allo zen, dal confucianesimo al taoismo, al buddismo e via dicendo. C’è però da dire che non tutti gli autori sono riusciti a seguire le indicazioni date dal curatore: se qualche racconto è davvero basato sul rapporto tra queste due culture, in altri è più sfumato, a livello di suggestione più che di consapevolezza, fino ad arrivare a un paio che di orientale hanno solo l’ambientazione. Si tratta comunque di bei racconti e assieme all’editore pensiamo che alla fine rendano l’antologia più variegata.

Ho trovato notevoli i racconti, a testimonianza di un interesse per l’Oriente che non sospettavo. Alcuni spiccano sopra gli altri:

Gli alieni dell’Oriente tenebroso di Danilo Arona racconta con il consueto stile disincantato la storia del breve passaggio alieno in una città del Piemonte, attraverso gli occhi di un personaggio consueto per Arona: Martino Tavaglione, proprietario dell’Opus Magica, “Inquietante Bottega delle Piante Fatali”.

L’originale Interferenze di Lukha B. Kremo nasce all’incrocio tra un racconto ambientato in un futuro ipertecnologico, con uno stile molto moderno, e una storia che sembra tratta da Le Mille e una notte.

Il racconto più lungo dell’antologia è In nome della Regina di Irene Drago, tra le voci che stanno maturando più rapidamente nella giovane fantascienza italiana; il racconto è ambientato nell’India colonizzata di inizi Novecento, ma in un mondo alternativo in cui la Storia è stata prepotentemente modificata dai regali-dal-cielo, oggetti precipitati sulla Terra probabilmente da una civiltà aliena, che influiscono sul comportamento degli esseri umani.

Molto interessante, e con un tema originale, è anche Il sentiero del vuoto di Stefano Carducci e Alessandro Fambrini, che recupera in uno scenario di colonizzazione del sistema solare l’arte minimalista e realista di Utakawa Hiroshige, o meglio di un sottovalutato Hiroshige del futuro.

Ma forse il racconto più bello è quello che chiude la raccolta, Noraebang di Serena Barbacetto, che non a caso è probabilmente, tra le autrici e gli autori dell’antologia, quella che può vantare più esperienza “orientale”: racconta in maniera assolutamente originale la vita su un’astronave in viaggio interstellare per colonizzare un altro pianeta, gli escamotage per passare il lungo tempo di navigazione e l’inizio di un nostalgia culturale per quanto ci si è lasciati dietro.

Rizomi del sole nascente. La fantascienza dall’Italia all’Oriente

A cura di Gian Filippo Pizzo

Kipple Officina Libraria, 2020

152 pagg € 15,00

ISBN 9788832179248

anche in eBook

 

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