Radio Libera Albemuth: fantascienza e paranoia

La paranoia come motore del plot e principio del linguaggio letterario

Philip K. Dick

Philip K. Dick

Che la paranoia sia uno degli strumenti più efficaci a disposizione della letteratura postmoderna, se n’è accorto qualsiasi lettore che abbia una dimestichezza anche minima con Thomas Pynchon. La trama di molta fiction riproduce stati psicotici paranoici, in cui le «teorie del complotto» alimentano una continua tensione drammatica, anche in best sellers destinati al grande pubblico — significativo il successo di Il codice Da Vinci di Dan Brown. Un interessante sottogenere “di nicchia” della teoria del complotto è quello che vede gli U.S.A. trasformati in uno Stato fascista; il primo titolo che viene in mente è Il complotto contro l’America di Philip Roth, in cui l’aviatore Charles Lindbergh diventa presidente poco prima dello scoppio della guerra in Europa, vara leggi antisemite e liberticide finché non è estromesso dal potere con una sorta di colpo di stato.

Direttamente ispirato dalla personalità psicotica dell’autore è invece un romanzo di Philip Dick sul quale solo di recente si è spostata l’attenzione: Radio Libera Albemuth infatti è stato a lungo considerato una prima versione del successivo e più conosciuto Valis, e il fatto che sia pubblicato postumo autorizza questa lettura. A differenza del sottogenere «nazismo in America», non racconta il dominio mondiale nazionalsocialista dopo la vittoria in guerra dell’Asse: la minaccia alle libertà americane viene dall’interno, da una fascistizzazione della società con giovani inquadrati in organizzazioni paramilitari, ossessione anticomunista, annullamento della privacy indiciduale: è la deriva liberticida di Richard Nixon che stravolge le libertà americane.

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