La necessità di una contaminazione del Romance

«LA COSPIRAZIONE DELL’INQUISITORE» di GIULIA ABBATE

di FRANCO RICCIARDIELLO

In occasione della presentazione al Salone del libro di Torino di “La cospirazione dlel’inquisitore”, riprendo nel presente post la mia recensione del romanzo di Giulia Abbate apparsa su PULP libri il 21 marzo 2019

Fernanda Suárez, “Custodire segreti”

Una storia letteraria del Novecento, il secolo che ha visto nascere i generi letterari, non potrebbe trascurare il fatto che alcuni di questi sono divenuti strumento privilegiato per quell’interpretazione del mondo che è propria della migliore critica sociale. Questa “assunzione di responsabilità” è avvenuta intorno al passaggio del millennio, e con una certa progressione: prima nella fantascienza — grazia all’utopia e alla sua gemella diversa, la distopia — poi per il noir, infine anche per la letteratura di detection, il giallo. Nessun autore rifiuterebbe oggi di contaminare la sua scrittura con elementi della letteratura popolare; e precisamente perché è dalla fertile intersezione tra due o più generi che nasce questa nuova vocazione “impegnata”: science-fiction più thriller, noir più letteratura esistenziale, giallo e politica. Quale sarà il prossimo genere a fare il grande salto?

Abbiamo assistito, con l’ampliamento del mercato del self publishing, alla particolare fortuna del romance, termine con il quale si tende a sostituire l’obsoleta definizione di “romanzo rosa”, divenuta fonte di sarcasmo tra i lettori. Il passaggio dal rosa al romance dovrebbe garantire una relativa nobilitazione, o comunque un affievolirsi del pregiudizio, anche grazie al fatto che molti nuovi autori che si cimentano nel genere sono uomini. Ma se il processo di “nobilitazione” letteraria è il medesimo degli altri generi, con quale dovrà contaminarsi il romance?

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