Una recensione da “La bottega del Barbieri”

Riproduco di seguito, con stelline negli occhi, un breve post di Daniele Barbieri su “Nell’ombra della Luna,” dal seguitissimo blog “La Bottega del Barbieri

db [Daniele Barbieri] si sbilancia e ulula: «quello di Ricciardiello è uno dei più bei romanzi (e non solo di fantascienza) dopo l’anno detto 2000»

Ha ragione Gian Filippo Pizzo (nota 1): «L’autore è molto bravo a reggere le fila del discorso e trova un felice equilibrio nello spostarsi sui diversi piani temporali; in particolare è convincente – sempre a livello fantascientifico – l’ipotesi che la storia alternativa dell’universo descritto sia potuta nascere da un esperimento di fisica». E ancora (sempre Pizzo): «il romanzo raggiunge pienamente quello che dovrebbe essere lo scopo principale della narrativa: divertire e al contempo fare riflettere e insieme emozionare»

Concordo ma io assai più mi sbilancio, perdo l’equilibrio, scivolo, rotolo e ululo: leggetelo perchè questo è uno dei romanzi più emozionanti, più riusciti, più geniali del ventennio (o diciannovennio se volete fare i pignoli) del secolo che i cristiani contano come XXI d. C. – o se preferite dell’EC, era comune; o EV, era volgare – e non parlo solo di fantascienza. A proposito di etichette; mi confida la saggia Giulia [Abbate] “non so come catalogarlo: è ucronia, utopia e distopia insieme”. Vero: roba da far ammattire il K. G. Sage della “bottega” (nota 2).

Andiamo per ordine? E come faccio in ‘sto casino?

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Gramsci e la fantascienza

UNA STORIA IN DIECI QUADRI E DIECI IMMAGINI

1

Antonio Gramsci

Nel giugno 1922, mentre è ricoverato nel sanatorio di Serebrjanyj Bor alle porte di Mosca, al termine della Conferenza dell’esecutivo del Comintern, Antonio Gramsci conosce una giovane musicista russa, Julka, giunta a far visita alla sorella Evgenija, in cura per astenia e paralisi anoressica. Il mese successivo Gramsci chiede a Julka di tradurre per lui in italiano un romanzo di fantascienza da poco ripubblicato in una nuova versione: si tratta di Красная звезда, роман-Уто́пия (Krasnaja zvezda, roman-utopija, “La stella rossa, romanzo-utopia”), una precisa anticipazione di un possibile futuro socialista scritta dallo scienziato e rivoluzionario Aleksandr Bogdanov. È questa visione utopica che interessa il comunista Gramsci, interessato al dibattito sulla costruzione del socialismo.

2

Julka Schucht

Julka parla correntemente italiano perché ha vissuto a Roma, dove la famiglia era in esilio per le idee politiche del padre, e si è diplomata al conservatorio di Santa Cecilia. Al concerto di Capodanno del 1918 a Mosca, il primo dopo la rivoluzione bolscevica, Julka ha suonato al violino la Légende di Henryk Wieniawski, un brano composto per evidenziare il virtuosismo dell’esecutore. Sul quotidiano Izvestja esce una recensione entusiasta: « Avete mai visto il mare quando è di vetro? Vi rimangono sospese le nubi dimenticate e vi si riflettono le montagne e la riva e il volo lontano di un gabbiano bianco. Avete mai sentito ottomila persone che trattengono il fiato? Ecco cosa dice questa ragazza dai capelli corvini, cosa dice sotto il lungo infinito archetto.»

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