Sole distante, Luna di sale

Il numero 15 della collana Atlantis, da me curata per Delos Digital, è il mio racconto lungo Sole distante, Luna di sale. Il testo è la versione lunga e in lingua italiana di un racconto che ho scritto in inglese per l’invio a un concorso per racconti sulla crisi climata (Climate Fiction for Future Ancestors). Il protagonista e punto di vista si chiama Lucio Aldani. La data di pubblicazione è il 17 maggio 2022

In una trasmissione dalle stelle, l’amara testimonianza della catastrofe ecologica sul pianeta Anthea

La laguna a nord di Venezia è sotto il livello del mare a causa dello scioglimento dei ghiacci artici, protetta soltanto da un sistema di gigantesche dighe. Lucio Aldani deve convincere gli abitanti delle isole a trasferirsi sulla terraferma, perché la zona sarà abbandonata alle acque, in attesa di un metodo per raffreddare la temperatura globale del pianeta. Ma le isole sono abitate dai rousseau, persone che hanno rinunciato alle grandi città per tornare a contatto con la terra, e che non hanno intenzione di andarsene: è infatti nella laguna che riescono a ricevere messaggi dal lontano mondo di Anthea, una civiltà extraterrestre estinta ormai da anni a causa di una catastrofe ecologica planetaria. Negli ultimi giorni di vita, gli antheani hanno affidato a trasmissioni interstellari un tragico monito contro l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente. Prima di Aldani un’altra inviata, Naima, è giunta per far rispettare le decisioni dal parlamento, ma ha finito per immedesimarsi nel punto di vista dei rousseau, suggestionata dalle struggenti immagini di antheani ormai morti da tempo, che continuano a raggiungere la Terra dallo spazio profondo come fantasmi di vite bruciate.

Controllo del clima, democrazia, rapporto con il territorio nel numero 15 di Atlantis
“Principessa addormentata” di Tomás Barceló, Spagna

Incipit

Al momento di scendere dal treno al capolinea della ferrovia Ett nel resecentrum di Venezia, Lucio Aldani cominciò a sospettare che quella missione, che i suoi superiori gli avevano prospettato come poco più di una rilassante vacanza in una delle terre selvagge restituite di recente al biosistema, si sarebbe rivelata la più difficile della sua carriera.

Il presentimento lo aveva colto pochi minuti prima, sprofondato nel sedile di schiuma della carrozza passeggeri, progettato per assorbire l’accelerazione Ett. Sospeso sulla porta del corridoio, dalla parte di testa, c’era un grande schermo retrattile con il consueto, interminabile flusso di immagini da Anthea che da anni scandiva il ritmo della vita degli abitanti della Terra.

Il tragitto in Ett tra Torino e Venezia durava poco più di dieci minuti, senza fermate intermedie; era inutile dedicarsi al panorama, perché dopo una repentina accelerazione iniziale il treno proseguiva a 7000 km/h, trasformando il paesaggio in strisce di colore che scorrevano via nell’angolo degli occhi. Non molti passeggeri quindi mantenevano trasparente il vetro accanto al sedile, preferendo un brunito anonimo a quella dimostrazione di velocità da vertigine.

Nel sedile accanto a Aldani, una ragazzina con la giacca di una squadra di skateball fissava le immagini sullo schermo con le labbra appena dischiuse. Notò una commozione indefinibile nei suoi occhi, come se quegli umanoidi che camminavano con pena evidente nel deserto bianco di Anthea fossero una presenza reale nella sua vita, e non l’ombra di gente morta da secoli sul pianeta di un sole lontano.

Anche Aldani si lasciò andare per qualche attimo al sortilegio di un altro mondo, che considerava leggermente tossico perché ogni volta sentiva svuotarsi la mente.

Un gruppo non troppo numeroso di umanoidi camminava in quello che sembrava uno stagno sabbioso, in un paesaggio totalmente privo di vegetazione; la scena era forse ripresa dall’equivalente antheano di un drone, perché la prospettiva era leggermente sopraelevata: gli schizzi d’acqua fangosa sollevati dalle calzature bianche, come ogni cosa che indossavano per difendersi dalla radiazione del loro sole, erano di un ruggine  malsano. Come spesso capitava, le immagini erano senza audio, forse per risparmiare l’energia necessaria alla trasmissione interstellare.

Solamente quando il treno iniziò a decelerare in vista dell’arrivo, la ragazzina del sedile accanto sembrò scuotersi dall’incantesimo e si voltò verso Aldani.

– Non posso farci nulla – disse con un sorriso di scusa, perché aveva le lacrime affacciate alle palpebre. – Mia madre dice che dovrei indirizzare la mia emotività verso chi soffre qui e ora, in Guinea, in Messico, a Sumatra, e non a umanoidi responsabili della fine del loro mondo.

In quel momento il treno decelerò in vista del chilometro finale; lasciò quasi improvvisamente la terraferma pianeggiante e proseguì sospeso sull’acqua, a velocità contenuta. Durante quell’ultimo minuto di viaggio i passeggeri lasciarono correre lo sguardo sulla piatta superficie della laguna che rifletteva il cielo di nuvole. Certo tutti sapevano che la laguna era zona non-climatizzata. Gli unici punti di riferimento nel paesaggio erano isole di canne mosse dal vento, salicornia glauca, sparto, aster. Riflesso a testa in giù nell’acqua a specchio, come in un anti-mondo distorto, un gabbiano appollaiato su un palo di legno conficcato nel fondo sabbioso osservò Aldani.

Il treno decelerò, entrando sotto la volta dell’antica stazione ferroviaria trasformata in resecentrum. Morelli, il Magistrato alle acque, lo attendeva in testa al binario. Era un uomo di una magrezza sorprendente, la pelle quasi trasparente tirata sugli zigomi e sulle ossa delle mani, sorprendentemente chiara in un mondo dove chiunque preferiva scegliere una pigmentazione di qualsiasi tonalità. Forse era di discendenza orientale: asiatici di seconda e terza generazione a volte ereditano dai genitori un’atavica repulsione per la melanina.

– La città museo – disse Morelli quando già erano a bordo della linea stringrail che dal capolinea centrale nel resecentrum, accanto al tube transport, si irradiava in differenti direzioni.

Atlantis n. 15, ebook ePub e Mobi, Delos Digital 2022, pagine 30 (stima) € 1,99 compralo qui

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