Lo specchio di Lilith

Sono stato invitato da Marco Barnabino, co-autore di questo libro uscito lo scorso marzo per Mimesis, a scrivere una prefazione. Non è la prima volta cha mi trovo a scrivere qualcosa su un libro fotografico: in questo caso, il testo alterna immagini (peraltro, dall’ottima resa tipografica) a testi sul rapporto tra filosofia e fotografia, che forniscono un quadro per interpretare il significato delle immagini – ammesso che qualcosa di simile esista, a meno che non sia piuttosto lasciato alla libera inerpretazione del lettore, dello spettatore.

Marco Barnabino

Non so a quanti lettori farà lo stesso effetto che ha fatto a me, questo libro di Marco Barnabino e Matteo Agarla: l’impressione di osservare qualcuno che osserva gli osservatori, per usare la formula del sottotitolo di un romanzo di Dürrenmatt.

Non si tratta soltanto di un cortocircuito linguistico-filosofico. Ci sono io, il lettore — o l’osservatore se preferite — poi all’estremo opposto c’è il fotografo, l’occhio-fotocamera, che osserva, interpreta, scatta. E in mezzo tra questi due termini c’è qualcuno che osserva; chi è? Sono le modelle che raccontano la loro esperienza di “oggetto d’osservazione”, e a loro volta testimoniano il lavoro del fotografo — ottima idea, che molto raramente si trova nei libri di fotografia; sono le immagini stesse, che come in uno specchio, non solo quello di Lilith, permettono di capire qualcosa di chi quell’immagine ha fissato per sempre; infine, è persino questo stesso libro, che in quanto sintesi di un percorso filosofico-artistico si interpone tra il lettore e l’autore.

Le pagine che seguono spiegano molto meglio del sottoscritto cosa ci sia da aspettarsi da questo libro, e cosa c’è in mezzo tra la filosofia e la fotografia. Io mi limito a esercitare il mio privilegio di osservatore, nell’occhio del ciclone di una tempesta d’immagini, scatti fotografici e anche dipinti, e di parole che quelle immagini ambiscono a spiegare in maniera razionale. Gli autori raccontano la propria arte, le modelle riflettono su cosa significhi essere tramite perché l’arte si manifesti — e non è cosa di tutti i giorni che sia l’oggetto artistico a parlare, dal momento che l’arte è già di per sé una macchina per fornire interpretazioni, così almeno ci ricordava Umberto Eco.

E a questo punto, è d’obbligo citare Gaston Berger: Regarder un atome le change, regarder un homme le transforme, regarder l’avenir le bouleverse. Osservando un atomo lo cambi, osservando un uomo lo trasformi, osservando l’avvenire lo sconvolgi. E, aggiungo io, osservando il mondo attraverso il mirino di una fotocamera, lo trasformi in Arte.

Franco Ricciardiello

Marco Barnabino, Matteo Agarla

LO SPECCHIO DI LILITH

Mimesis editore, MARZO 2021

208 pagg. € 20,00 ISBN 9788857563534

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