Un passaporto per l’Eternità

di ROMINA BRAGGION

“Permetteteci, signori, di augurarvi dolcissimi sogni!”

James Ballard, Passport to Eternity.

Manuale di scrittura di fantascienza, Passaporto per l’eternità, è un saggio realizzato da Giulia Abbate e Franco Ricciardiello edito da Odoya Edizioni.
Partiamo dal vestito e appuntiamo la prima stellina.
Apprezzo moltissimo la copertina di Mauro Cremonini : trovo davvero originale la grafica, il tratto quasi infantile e giocoso. Il piccolo asteroide tondeggiante e l’Astronautino, vagamente Tele-tubbies, sono in primo piano.
Il titolo è scandito a colori e font diversi sebbene molto leggibili.
Lo sfondo giallo crea un bell’accordo con il fiordaliso del dorso e della sovracoperta.
Ritroviamo Astronautino nel frontespizio: ci accoglie poggiato su un pianeta alieno a forma di libro.
Un altro astronauta scende in picchiata sull’indice dei box.
Siamo quasi confortati da questa freschezza e spontaneità. Senonché le virgolette bianche che delimitano l’asteroide e il pianeta minaccioso che sovrasta Astronautino, dovrebbero insospettirci.
Inconsapevoli proseguiamo, scoprendo un sommario ben strutturato, molto utile per la lettura veloce, un indice dei box e un indice delle schede libro.

I box sono momenti di approfondimento didattico, davvero utili e stimolanti.
Le schede libro concludono i capitoli, in una sorta di esempio pratico che riassume quanto appena spiegato dagli autori. Sia i box che le schede libro sono contraddistinti da font ed espedienti grafici che li evidenziano a colpo d’occhio.
L’inizio di ogni capitolo è delineato da un grafismo e da una citazione che anticipa il nuovo argomento.
Foto di autori, copertine di libri, cambi di carattere e di grandezza di font contribuiscono ad alleggerire la lettura delle 281 pagine, bibliografia compresa.
Furbetti in Odoya, hanno mantenuto il testo sotto la temibile soglia delle trecento pagine, oltre le quali più di un lettore, pure se abituato, si pone la domanda: riuscirò a leggere questo malloppo?
Su, su acquistatelo, sono 280 soltanto. Ma ecco il secondo segnale che ci dovrebbe fare comprendere dove stiamo andando a parare: il font utilizzato è piuttosto piccolo e negli estratti dei libri citati rimpicciolisce ancora di più.
Abbiamo davanti a noi un giocattolino dal peso specifico elevatissimo, pregno come un buco nero: un manuale ricco di elementi preziosi e inconsueti.
Di conseguenza il mio consiglio è il seguente: l’approccio al libro dovrà essere consapevole, volenteroso e pragmatico. Prima si comprende di avere in mano uno strumento di lavoro, meglio è.

“Appartamento futuro” di Wojtek Fus, Elbląg (Polonia)

Addentriamoci nei contenuti.
Dicevo: il sommario. Questo, esaustivo ma sintetico e comprensivo di schede libro e indice dei box, è fondamentale se si decide di inserire questo manuale nella propria cassetta degli attrezzi. Andare a indicare quale paragrafo o capitolo siano importanti per noi, velocizza l’approfondimento successivo alla prima lettura e permette di ritrovare in fretta appunti utili.
Troviamo una nota introduttiva e l’introduzione, vera e propria, che avviano alla lettura gradatamente.
Quindi, di seguito, si trovano i seguenti temi: Insegnare a scrivere Fantascienza; nella prima parte ci si occupa di: Scrivere, un metodo di lavoro. Nella seconda parte si approfondiscono: Voce e stile – La lingua della fantascienza; Il punto di vista; L’ambientazione; L’infodump; L’intreccio; I personaggi; Questioni di genere, queer, diversità. La Conclusione termina concettualmente il manuale ma resta ancora la lettura dell’Appendice con I generi della fantascienza.
La ricchissima Bibliografia specifica ogni riferimento letterario citato dagli autori.

Reputo molto sensata la prima parte dedicata a trovare un metodo di lavoro. Nel testo ci si rivolge spesso agli esordienti e immagino che la leggenda dello scrittore/trice preda dell’estasi creativa, nuocia gravemente a una produzione letteraria efficace. Trovare un proprio metodo di lavoro, produttivo possibilmente, è essenziale in qualsiasi ambito, a dire il vero, non solo narrativo. Stellina.
La conoscenza di voce, PDV, ambientazione, infodump, intreccio e personaggi è indicata, nel saggio, come prerequisito imprescindibile, per un approccio narrativo alla fantascienza credibile e coinvolgente.
Il capitolo dedicato alle questioni di genere e la conclusione trattano tematiche che uno scrittore/trice, desiderosi di inserirsi nell’attuale scenario fantascientifico, devono assolutamente comprendere e interiorizzare. Un’altra stellina guadagnata.
Diversamente si rischia di produrre materiale scontato, stereotipato e, quindi, inutile per il lettore/trice di Fantascienza, soprattutto se Fan attento e aggiornato.

“La rete” di Wojtek Fus, Elbląg (Polonia)

L’Appendice, beh, ecco un altro gioiellino e un’altra stellina.
Questa parte mi sembra quasi più utile per il lettore che per l’aspirante scrittore. Forse sarebbe una lettura edificante anche per qualche editore (e qui ricordo una riflessione intercorsa nel gruppo di recensori di Leggere distopico).
Infine, la bibliografia si è dimostrata fondamentale per la comprensione di alcuni passaggi, specialmente se recanti la citazione di post e blog facilmente reperibili. La menzione di testi, soprattutto se quasi introvabili, dona una luce misericordiosa e provvidenziale al lavoro di Giulia e Franco. Ultima stellina super.

Termino con una citazione, in quarta di copertina, evidenziata da uno sfondo fiordaliso:

Più di ogni altra forma di letteratura, la fantascienza è un work in progress e ci si arriva con una data di scadenza. Certa vecchia fantascienza può diventare illeggibile. La fama di alcuni autori non resiste all’erosione del tempo. Ma se la data è trascorsa e desta ancora una reazione emotiva dentro di noi, be’, quella è arte e forse è anche verità.

Neil Gaiman.

Consiglio vivamente la lettura, l’approfondimento, lo studio e l’interiorizzazione di questo manuale a “5 stelle sup”.

Romina Braggion

 

 

 

Illustrazioni © Wojtek Fus, Polonia

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