Vacanze a Super-Cannes

Approfittando di una breve vacanza di alcuni giorni oltre il confine francese, ho visitato alcuni luoghi della Costa Azzurra nei quali è ambientato il romanzo Super-Cannes (2000) di James G. Ballard (si può leggere qui un mio precedente post sull’argomento). La puntuale individuazione della geografia di ambientazione è uno dei tratti del realismo dello scrittore britannico, aspetto sul quale la critica ancora non ha riflettuto abbastanza. A parte la futuribile città hi-tech di Eden-Olympia, tutti gli altri luoghi del romanzo esistono nella realtà, e si trovano a poche decine di chilometri dal confine italiano, a differenza dell’ambientazione dei romanzi successivi, Chelsea Marina (Millennium Pepople, 2004) e Brooklands (Regno a venire, 2006).

Taking advantage of a few days off of the French border, I visited some of the French Riviera sites where James G. Ballard’s Super-Cannes (2000) novel was set up. The correct identification of the novel’s is one of the traits of Ballard’s realism, an aspect on which criticism has not yet reflected enough. Aside from the futuristic hi-tech city of Eden-Olympia, all the other sites exist in reality, and are just a few dozen kilometers from the Italian border, unlike the setting of later novels, Chelsea Marina (Millennium People, 2004 ) and Brooklands (Kingdom come, 2006).

SUPER-CANNES

Super-Cannes esiste davvero: è uno dei quartieri alti della città francese, sulle colline alle spalle dell’abitato: vi si trovano una torre d’osservatorio e una funicolare lunga 850 m. che un tempo saliva attraverso il quartiere Californie. Ballard conserva solo il nome, nel suo significato latino di “sopra Cannes”, come spiega nella premessa:

Super-Cannes è un’enclave di lusso sulle colline che si innalzano alle spalle della Croisette, ma il termine potrebbe benissimo riferirsi a tutto il sistema di parchi scientifici e autostrade sulle alture che dominano la piana del Var. Insieme costituiscono la Silicon Valley d’Europa, un mondo lontano mille miglia dai casinò e dagli alberghi belle époque che caratterizzano la Costa Azzurra dei tempi andati. (Premessa a Super-Cannes)

Nel romanzo, è a Super-Cannes che sorge la Villa Grimaldi fulcro dell’attività criminale delle squadre di Eden-Olympia, dove Sinclair vede le pellicce oggetto della violenta rapina a Miramar.

Super-Cannes really exists: it is one of the uptown districts on the hills behind the the French city: there is an observatory tower and a 850 meters long funicular which once went through the Californie neighborhood. Ballard preserves only the name, in his Latin meaning of “above Cannes”, as he explains in his Foreword to the novel:

Super-Cannes is a luxury enclave on the heights above the Croisette, but the term might well refer to that whole terrain of science parks and autoroutes on the high ground above the Var plain. Together they make up Europe’s silicon valley, a world away from the casinos and belle époque hotels that define the Riviera of old. (chapter 18)

In the novel, in Super-Canens there is Villa Grimaldi, the hub of criminal activity of Eden-Olympia where Sinclair sees the object of violent robbery furs in Miramar.

SOPHIA-ANTIPOLIS

Il luogo che ha seminato nell’immaginario dell’autore l’idea di Eden-Olympia è il parco tecnologico di Sophia-Antipolis, come scrive Ballard stesso nella brevissima premessa.

Un esempio ancora migliore, che mi ha fornito l’ispirazione per Eden-Olympia, è Sophia-Antipolis, un parco tecnologico progettato da un’équipe di architetti paesaggisti pochi chilometri a nord di Antibes.

Il parco tecnologico, distribuito sul territorio di diversi comuni, è sorto e si è progressivamente espanso a partire dal 1969; oggi ospita sedi di aziende di informatica, elettronica, telecomunicazioni, biotecnologie e farmacologia, oltre che del W3C (World-Wide-Web Consortium). Impossibile racchiudere in una foto il carattere diffuso e discreto di Sophia-Antipolis, proprio come le ville immerse nel verde di Eden-Olympia; è più indicativo forse il plastico architettonico del progetto di un insediamento hi-tech, oppure una veduta aerea d’insieme.

The place that sown in the author’s imagination the first idea of Eden-Olympia is  the technological park of Sophia-Antipolis, as Ballard himself writes in his Foreword.

An even better example, and the inspiration for Eden-Olympia, is the landscaped business park of Sophia-Antipolis, a few miles to the north of Antibes. (J.G. Ballard)

The Technology park, distributed on the territory of several municipalities, has gradually expanded since 1969; today it houses corporation’s headquarters of computing, electronics, telecommunications, biotechnology and pharmacology, as well as W3C (World-Wide-Web Consortium). It is impossible to capture in a picture the widespread and discreet character of Sophia-Antipolis, just like the villas surrounded by the green of Eden-Olympia; perhaps the plastic model of the project of a hi-tech settlement, or an overall aerial view, is more expressive.

CANNES

Palais des Festivals et des Congrès

La città del Festival du Cinéma è il centro geografico di tutti gli eventi narrati; qui compiono i loro raid razzisti le squadre di picchiatori di Eden-Olympia, “nell’intrico di viuzze oltre Boulevard d’Alsace” (in the nexus of narrow streets beyond the Boulevard d’Alsace); nei suoi continui tragitti da una località all’altra della Costa Azzurra, Sinclair deve comunque transitare dalle sue strade; nella località La Bocca c’è l’ostello dove Greenwood prestava gratuitamente la sua opera; la seconda parte del romanzo inizia davanti al Palais des Festivals et des Congrès durante lo svolgimento del Festival, nei due chilometri di Croisette tra l’hotel Martinez e il vecchio porto. Qui, davanti al Palais, Sinclair fa la conoscenza di Frances Baring, personaggio chiave che lo guiderà suo malgrado alla soluzione dell’indagine privata su David Greenwood.

Palais des Festivals

The city of the Festival du Cinéma is the geographic center of all the events; the thugs teams of Eden-Olympia complete their racist raid, “in the nexus of narrow streets beyond the Boulevard d’Alsace”; in his constant journeys from one point to another of the French Riviera, Sinclair must pass here; in Cannes/La Bocca there is the hostel where Greenwood came after work; the second part of the novel begins in front of the Palais des Festivals et des Congrès during the course of the Festival, in two kilometers of Croisette between hotel Martinez and the old harbour. Here, in front of the Palais, Sinclair makes the acquaintance of Frances Baring, a key player who will guide him to the solution of private investigation on David Greenwood’s massacre.

la Croisette, il lungomare di Cannes

 MARINA BAIE DES ANGES

A est, oltre Cap d’Antibes, i condomini di Marina Baie des Anges si levavano simili a ziggurat, più grandi delle Alpi Marittime, con le loro facciate curve, come enormi caldaie luccicanti nel sole del pomeriggio. (cap. 3)

Antoine de Saint-Exupéry, l’autore di Il piccolo principe, si è inabissato qui vicino con il suo aereo durante una missione di guerra contro la Wehrmacht, nel 1944, come sostiene il protagonista Paul Sinclair. Il complesso abitativo di Marina Baie des Anges è costituito da quattro enormi edifici a forma di onda alti fino a 70 metri, per un totale di 1500 alloggi, edificati tra il 1968 e il 2003 intorno a un piccolo porto turistico.

Il buio curvava attorno ai grattacieli di Marina Baie des Anges, una notte cingeva un’altra mentre i regni della fisica e dei sogni si confondevano. Le ultime scie luminose si ritraevano dai balconi mentre gli abitanti degli appartamenti rivolti verso le colline abbassavano le tapparelle prima di andare a letto. (cap 27)

 

Nel romanzo abita qui Frances Baring, che è stata amante del dottor Greenwood, il pediatra che ha ucciso a fucilate dieci persone in un accesso di follia. Sinclair viene ospitato a casa sua quando a sua volta inizia una relazione con la donna:

Mentre l’aria notturna mi gonfiava le maniche mi sentivo librare tra i grattacieli di Marina Baie des Anges. Le facciate curve con i loro profili di piramidi scalari sembravano staccarsi da terra, fluttuando sopra le piscine e i porticcioli turistici incastonati tra i sentieri rialzati come sezioni di mare rubato. (cap. 25)

È infine qui che Sinclair la rinviene assassinata, subito prima che Frank Halder, l’addetto alla sicurezza di Eden-Olympia, lo porti via con sé per evitare che venga accusato di omicidio.

To the east, beyond Cap d’Antibes, the ziggurat apartment buildings of Marina Baie des Anges loomed larger than the Alpes-Maritimes, their immense curved facades glowing like a cauldron in the afternoon sun. (chapter 3)

Antoine de Saint-Exupéry, the author of The Little Prince, sank to a close with his plane on a war mission against the Wehrmacht in 1944, according to Paul Sinclair. The apartment complex of Marina Baie des Anges consists of four enormous wave-shaped buildings up to 70 meters high, for a total of 1500 houses, built between 1968 and 2003 around a small marina.

Darkness curved around the apartment towers of Marina Baie des Anges, one night enclosing another as the realms of physics and the dreamtime merged into each other. The last trains of balcony lights bent into themselves as the people of the cliff face lowered their blinds for bed.

In the novel, here lives Frances Baring, the ex-love of Dr. Greenwood, the pediatrician who killed ten people in a crisis of madness. Sinclair comes to live here when he starts a relationship with the woman:

As the sleeves filled with the night air I felt myself soar between the apartment towers of Marina Baie des Anges. The curving facades with their step-pyramid profiles seemed detached from the ground, floating above the swimming pools and marinas that lay between the causeways like sections of a stolen sea. (chapter 25)

It’s still here that Sinclair discovers Frances slaughtered, just before Frank Halder, Eden-Olympia’s security officer, arrives to prevent him from being charged with murder.

PORT-LA-GALÈRE

Poco oltre Théoule sur mer, qualche chilometro a ovest di Cannes, sorge il complesso residenziale di Port-la-Galère, abbarbicato su una scogliera a picco sul mare: un’enclave come quelle che affascinano Ballard, immersa nel verde, con accessi controllati e ingresso esclusivo per i proprietari.

Le ville e i condomini erano stati disegnati da un moderno Gaudí, coi muri e i balconi modellati in forme biomorfiche che sarebbero piaciute al creatore della Sagrada Familia. (cap 16)

L’amministrazione di Eden-Olympia mantiene in due appartamenti del residence le vedove degli autisti presti in ostaggio da David Greenwood durante la strage; questa almeno è la conclusione cui è giunta l’indagine: Sinclair scoprirà che i due sono stati uccisi a bruciapelo perché aiutavano Greenwood. Infatti le vedove non dimostrano il minimo rancore nei confronti del pediatra omicida.

Near Théoule sur mer, a few kilometers west of Cannes, rises the residential complex of Port-la-Galère, lined up on a cliff overlooking the sea: an enclave like others that fascinate Ballard, immersed in greenery, with security at the entrance and exclusive access for the owners.

The villas and apartment houses had been designed by a latter-day Gaudi, the walls and balconies moulded into biomorphic forms that would have pleased the creator of the Sagrada Familia. (chapter 16)

The Eden-Olympia administration maintains in two apartments of the residence the

widows of David Greenwood hostages during the massacre — or this is rather the conclusion to which the investigation has come: Sinclair will find that the two drivers were killed in cold blood because they helped Greenwood. In fact, the widows do not show the slightest grudge against the murderous doctor.

FONDAZIONE PIERRE CARDIN

Quella che Ballard chiama nella premessa del libro “Fondazione Pierre Cardin” è in realtà il Palais Bulles, progettato dall’architetto ungherese Antti Lovag nella località di Miramar, poco a ovest della Croisette di Cannes: una villa di 1200 mq completamente disegnata a forme sferiche, dal pavimento al soffitto, all’interno e all’esterno. Appartenne, dopo la morte del primo proprietario, a Pierre Cardin, che vi esponeva le proprie collezioni fino al 2016, anno in cui l’ha messa in vendita.

Nel capitolo 25 Paul Sinclair accompagna l’agente immobiliare Frances Baring durante un sopralluogo in una casa da affittare, un piccolo château sulla pointe de l’Esquillon. Sulle orme del protagonista, mi sono arrampicato sull’osservatorio panoramico in cima alla roccia dell’Esquillon per godere della «sua vista a 360° sul mare». Mentre si trovano nella casa del sopralluogo, Sinclair e Baring notano dalla finestra che in una vicina villa una troupe sta girando uno spot pubblicitario per una ditta di pellicce:

Simile a un disco volante segmentato, sembrava un’astronave atterrata per sbaglio sulle colline impervie dell’Esterel, che in seguito si fosse riconfigurata tra i pini. Consisteva in una serie di cupole incastrate una nell’altra, in cui si aprivano alcune finestre a oblò del diametro di oltre un metro e mezzo. Insieme si allungavano verso una terrazza abbastanza ampia da ospitare un torneo di calcio. (cap 25)

Si tratta del Palais Bulles. Mentre guardano, sono costretti a assistere impotenti quella che dapprincipio sembra una rissa, per rivelarsi poi una rapina in grande stile: un gruppo di uomini vestiti di giubbotti pelle e armati di manganelli fa irruzione, malmena le modelle e la troupe e carica su un camion tutte le pellicce, per un valore enorme. È il primo segno che la terapia inventata da Wilder Penrose per i manager stressati di Eden-Olympia sta degenerando in pura criminalità.

What Ballard calls the “Pierre Cardin Foundation” is actually the Palais Bulles, designed by the Hungarian architect Antti Lovag in the resort of Miramar, not far west of the Cannes Croisette: a 1200 square-meter villa completely designed for spherical forms, from floor to ceiling, inside and outside. After the death of the first owner, was bought by Pierre Cardin, who exhibited his collections until 2016, when he sold it.

In Chapter 25, Paul Sinclair accompanies real estate agent Frances Baring during an inspection at a house to rent, a small château on the Pointe de l’Esquillon. In the footsteps of the protagonist, I climbed on the panoramic observatory at the top of the Esquillon Rock to enjoy «its round-the-compass views of the sea». Sinclair and Baring note from the window of the château that in a nearby villa a troupe is shooting a commercial for a fur company:

Like a segmented flying saucer, it resembled a spacecraft that had landed by error in the steep hills of the Esterel and then reconfigured itself among the pine trees. A series of interlocking domes were pierced by porthole windows a dozen feet in diameter. Together they sprawled towards a terrace wide enough to stage a football tournament.

This is the Palais Bulles. As they look, they are forced to see helplessly what turns out to be a great style robbery rather than a ratissage: a commando of men dressed in leather jackets and armed with clubs breaks up, mumble the models and troupe and loads on a truck all the fur, for a huge amount of money. It is the first sign that Wilder Penrose’s therapy for the stressed Eden-Olympia managers is degenerating into pure crime.

Tutte le foto (tranne quelle del paragrafo “Sophia Antipolis”): © Franco Ricciardiello

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